SCUOLA

 

Nuovi ritardi rispetto al programma del ministro che aveva annunciato lo stop delle proroghe
Ci si consola con i 250 milioni di euro inseriti nella Finanziaria per l'edilizia
Scuola, la sicurezza può aspettare i lavori slittano di altri due anni
di SALVO INTRAVAIA

 

In arrivo l'ennesima proroga sulla sicurezza delle scuole. Il nuovo testo
della Finanziaria, approvato alla Camera con la fiducia e approdato al
Senato da qualche giorno, porta una novità: la possibilità per le Regioni di
spostare ancora una volta in avanti il termine ultimo per adeguare gli
edifici scolastici alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Con
quella proposta dal governo Prodi si tratta della quinta proroga in dieci
anni.

I milioni di alunni, insegnanti, Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) e
dirigenti scolastici che ogni giorno, e per nove mesi l'anno, frequentano le
scuole italiane dovranno mettersi l'anima in pace: per almeno altri 24 mesi
niente scuole sicure. Anche se il ministro della Pubblica istruzione,
Giuseppe Fioroni, ha lanciato un segnale positivo: l'inserimento in
Finanziaria di 250 milioni per l'edilizia scolastica di cui la metà
destinati proprio per l'adeguamento alle norme di sicurezza. Ma l'obiettivo
di avere scuole sicure , stando almeno alle ultime indagini sugli edifici in
cui si svolgono giornalmente le lezioni, sembra ancora piuttosto lontano.

L'emendamento. La novità, che solleva per altri due anni gli amministratori
locali dalle responsabilità derivanti da eventuali incidenti a scuola, è
contenuta nel maxiemendamento proposto dal Governo alla Camera. Il comma 280
dell'articolo 18, oltre a confermare i 250 milioni in tre anni a favore
dell'edilizia scolastica, recita che "per il completamento delle opere di
messa in sicurezza e di adeguamento a norma, le regioni possono fissare un
nuovo termine di scadenza al riguardo, comunque non successivo al 31
dicembre 2009".

I numeri della sicurezza. L'ultima radiografia sugli edifici scolastici,
illustrata da Cittadinanzattiva in occasione della giornata nazionale sulla
sicurezza, presenta dati sconfortanti. Oltre metà delle scuole italiane
presenta rischi di vario genere e appena il 30 per cento viene considerata
'sufficiente'.

In Italia funzionano circa 42 mila edifici scolastici che ospitano quasi
nove milioni di persone: alunni, insegnanti, personale non docente e
dirigenti scolastici. Secondo l'indagine campionaria condotta da
Cittadinanzattiva il 68 per cento delle 271 scuole monitorate non ha il
certificato di agibilità statica, 7 su 10 mancano della certificazione di
agibilità igienico-sanitaria e tre su 4 sono prive del certificato di
prevenzione incendi. E ancora, i crolli di intonaco sono abbastanza diffusi
e spesso le porte antipanico sono quasi del tutto assenti nei servizi
didattici. In più il 36 per cento degli edifici è privo delle scale di
sicurezza. Tra gli immobili utilizzati per svolgere le lezioni c'è
praticamente di tutto: comuni abitazioni, caserme, seminari e conventi,
supermercati e magazzini. Quanto basta per fare rimanere in ansia quasi otto
milioni di mamme e papà che lasciano i figli a scuola.

Le proroghe. Con quest'ultima il termine ultimo per adeguare gli edifici
scolastici alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia è stato
procrastinato di ben 12 anni. Secondo le rosee previsioni del decreto
legislativo numero 626 del 1994 tutti gli edifici scolastici disseminati sul
territorio nazionale avrebbero dovuto essere a norma entro il 31 dicembre
1997. Ma ben presto si capì che la carente situazione in cui versavano gran
parte degli immobili adibiti a scuole non avrebbe consentito il rispetto dei
termini previsti. Da allora, con l'ultima in fase di approvazione, le
proroghe sono state ben 5.

Anche nel 2002, quando a San Giuliano di Puglia a seguito di un terremoto
persero la vita 27 bambini e una maestra della locale scuola elementare, era
previsto che tutti gli edifici scolastici italiani fossero sicuri da ben 5
anni. Ma il problema più serio riguarda i finanziamenti che Comuni e
Province devono ricevere per provvedere all'adeguamento delle scuole.
Secondo una stima effettuata lo scorso anno per rendere sicuri tutti i
plessi scolastici del Paese occorrerebbero non meno di 4 miliardi di euro.
 

 
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