Rapporto di Legambiente per il 2007

 

da ecoblog.it

Gli ecoreati conquistano un posto nel codice penale! E precisamente dopo il
Titolo VI (quello sull'incolumità pubblica), dove verrà inserito il Titolo
VI-bis.: "Dei delitti contro l'ambiente". Il Consiglio dei Ministri ha
infatti approvato il disegno di legge "Disposizioni concernenti i delitti
contro l'ambiente. Delega al governo per il riordino, il coordinamento e
l'integrazione della relativa disciplina". Ora il testo andrà all'esame del
Parlamento.
 

Il contenuto è semplice: nascono una serie di ecoreati ai quali corrisponde
una pena. Per l'inquinamento ambientale è prevista la reclusione da uno a
cinque anni e una multa da 5mila a 30mila euro e se si sfocia nel disastro
ambientale si rischia invece la reclusione da tre a dieci anni e con la
multa da 30mila a 250mila euro. Per chi traffica i rifiuti illegalmente
(unico reato ambientale già esistente) in galera rischia di passarci da uno
a cinque anni e di pagare da 10mila a 30mila euro. Guai amari in caso di
traffico di materiale radioattivo o nucleare: reclusione da due a sei anni e
multa da 50mila a 250mila euro e la pena è aumentata di un terzo se il reato
causa un pericolo concreto di una compromissione durevole o rilevante
all'ambiente.

Con questo provvedimento "Si risponde ad un tema previsto dal programma di
Governo, che vede l'abbandono del livello contravvenzionale per la tutela
dell'ambiente - ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'ambiente -
Tra le fattispecie troviamo i "delitti ambientali in forma organizzata" che
corrispondono all'istituzione reati di ecomafia, riconoscimento richiesto da
14 anni dai giuristi e dalle associazioni. La norma prevede anche una delega
al Governo per coordinare i delitti ambientali con le altre normative
speciali del settore. Così l'Italia anticipa il recepimento della proposta
di direttiva della Commissione Europea e si adegua ad altri codici europei
come quello tedesco, francese, spagnolo e austriaco". L'esecutivo Ue aveva
infatti proposto una direttiva con cui chiedeva tolleranza zero contro gli
ecoreati. Ne avevamo parlato lo scorso febbraio e il principio base della
norma europea era elementare: la reclusione è più efficace delle pene
amministrative.

Soddisfatta Legambiente che definisce l'approvazione "una svolta, un passo
fondamentale verso la tutela dell'ambiente". Proprio l'associazione qualche
giorno fa denunciava l'Italia dei delitti ambientali con il rapporto
Ecomafia: tre reati ogni ora e un giro di affari di oltre 23 miliardi di
euro.chissà se con il "penale di mezzo" avremo notizie migliori il prossimo
anno?

 

 
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