I poteri regolamentari
dell'Ente locale
in materia di inquinamento elettromagnetico"
PARTE 2
Gli
enti locali, in particolare i Comuni sono stati e sono chiamati a svolgere un ruolo di
supplenza sui territori direttamente interessati in mancanza di disposizioni chiare, o
proprio in mancanza di disposizioni, della normativa statale o di quella regionale.
Essendo il Comune una amm.ne di frontiera, la più immediatamente vicina ai cittadini, ai
loro interessi ed alle loro esigenze, è chiamata, non può tirarsi indietro, a dare
risposte alla comunità.
Ecco, in questo intervento tenterò di trattare e, se risulterò felice nell'esposizione,
di apportare un contributo al chiarimento di alcune questioni che più di frequente
investono gli enti locali. E, se mi è consentito, sempre alla luce di ragionamenti
giuridico-amministrativo, esporre un ventaglio di proposte che si offrono agli enti
locali.
Prima di procedere intendo cogliere l'occasione che mi è data dall'Amm.ne Provinciale di
Napoli, dichiarando il mio plauso ad iniziative di questo genere che concorrono a
restituire alla materia (o meglio ad amplificare), una serie di voci, appartenenti alla
Scienza ufficiale con la S maiuscola e che non riescono ad avere, non so spiegarne le
ragioni, quella credibilità che meriterebbero i loro studi ed i risultati conseguenti da
parte del mondo scientifico e quella diffusione da parte dei "media" attenti, di
solito, alle notizie più di costume sulla materia e non sempre altrettanto alle
esposizioni scientifiche.
Parlo, a tale proposito, attraverso la testimonianza della mia esperienza professionale.
Infatti, allorquando, circa due anni fa, mi sono avvicinato, per motivi professionali alla
questione dell'inquinamento elettromagnetico e dei suoi possibili riflessi sulla Salute
pubblica, dalle letture emergeva che, al di là dei dati epidemiologici, la scienza
ufficiale fosse concorde nell'escludere qualsiasi certezza sul nesso di casualità tra
l'esposizione di soggetti alle radiazioni e l'insorgere di alcune patologie.
Ampliando le mie letture ma, soprattutto attraverso la conoscenza di persona in diversi
convegni seguiti un po' in Italia, di illustri studiosi della materia (di cui oggi mi
onoro di essere seduto al fianco al tavolo dei relatori) ho avuto modo di accrescere e
diversificare le mie conoscenze, scoprendo, come detto, che c'è una scienza altrettanto
ufficiale (penso ai Soffritti, Maltoni, Grimaldi, Kundi, Giuliani) che ha svolto
importanti ricerche volte a dimostrare la correlazione tra l'esposizione ai CEM e
l'insorgere di alcune patologie.
Risulta importante avere la rappresentazione di un quadro completo delle diverse posizioni
che ci sono su di un determinato argomento. Ancora di più è valido ciò per un giurista
il quale ha il compito di recepire il dato fattuale, normativo, scientifico su di una
materia per poi elaborare la propria interpretazione ed imbastire la propria azione
professionale sia essa di consulenza legale o di assistenza e rappresentanza in
contenzioso.
(segue)
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