LA POLITICA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE NELLE COMUNITA' LOCALI: AGENDA 21 LOCALE |
| Le
città che aderiscono ad A21L
riconoscono che il concetto di sviluppo sostenibile fornisce una guida per commisurare il
livello di vita alle capacità di carico delle natura. Pongono tra i loro obiettivi
giustizia sociale, economie sostenibili e sostenibilità ambientale. La giustizia sociale
dovrà necessariamente fondarsi sulla sotenibilità e l'equità economica, per le quali è
necessaria la sostenibilità ambientale. Sostenibilità a livello ambientale significa conservare il capitale naturale. Ne consegue che il tasso di consumo delle risorse materiali rinnovabili, di quelle idriche e di quelle energetiche non deve eccedere il tasso di ricostruzione rispettivamente assicurato dai sistemi naturali e che il tasso di consumo delle risorse non rinnovabili non superi il tasso sostituzione delle risorse rinnovabili sostenibili. Sostenibilità dal punto di vista ambientale ambientale significa anche che il tasso di emissione degli inquinanti non deve superare la capacità dell'atmosfera, dell'acqua e del suolo di assorbire e trasformare tali sostanze. Il tema della sostenibilità delle aree urbane è intimamente connesso all'azione della U.E. E' per questo che nella revisione delle Politiche ambientale comunitarie stanno trovando ampio spazio le iniziative a sostegno delle autorità locali impegnate nella realizzazione di processi di A21L, nel pieno rispetto del principio di sussidarietà. L'U.E. ha, quindi, riconosciuto, all'interno delle proprie politiche, l'esistenza di una dimensione urbana da orientare alla sostenibilità attraverso iniziative che però partano dal "basso", con ciò intendendo che le modalità, le priorità, gli strumenti, gli obiettivi, la scala territoriale ed i tempi dell'azione ambientale, nonché i sistemi di valutazione, di revisione e di aggiornamento dell'intero processo siano coerenti con le volontà, le aspettative, le capacità tecniche e le risorse di cui la comunità dispone. Questo anche perché ogni città ha la sua specificità e pertanto occorre che ciascuna trovi la propria via alla sostenibilità. Nell'Europa delle città, la fase operativa di trasposizione concreta dei principi ispiratori di Agenda 21 Locale si è avviata con la 1° Conferenza delle Città europee sostenibili tenutasi ad Aalborg, in Danimarca, nel 1994. Qui, per l'occasione è stata lanciata la Campagna delle Città europee sostenibili ed è stata messa a punto la Carta delle Città europee per un modello urbano sostenibile (meglio nota come la Carta di Aalborg). La Carta di Aalborg è un documento di principi la cui sottoscrizione, assolutamente volontaria, comporta un impegno morale e politico alla realizzazione di un processo di A21L presso la propria comunità. Alla Conferenza di Aalborg hanno fatto seguito quella di Lisbona (2°) nel 1996 e quella di Hannover (3°) nel 2000. Quanto alle città italiane, esse, ad oggi, hanno aderito alla Carta di Aalborg nel numero di una settantina circa, dotandosi di un coordinamento Nazionale delle A21L, costituitosi nell'aprile del 1999 a Ferrara con la sottoscrizione della Carta di Ferrara che prevede un impegno a: promuovere i processi di Agenda 21 Locale in Italia; monitorare, diffondere e valorizzare le esperienze positive in corso; favorire lo scambio di informazioni sui temi correlati all'Agenda 21; attivare momenti di formazione negli Enti di appartenenza; favorire progetti di partenariato; sollecitare il coinvolgimento degli Enti Locali all'interno delle reti europee ed internazionali; raccogliere e diffondere le informazioni riguardo studi ed attività in corso di elaborazione sulle tematiche dell'Agenda 21 Locale. |
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