LA POLITICA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE NELLE COMUNITA' LOCALI: AGENDA 21 LOCALE

A seguito dell'adesione ad Agenda 21 da parte dei Governi di 174 Nazioni, partecipanti alla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, un ruolo attivo nell'affermazione delle politiche per lo Sviluppo sostenibile lo hanno assunto le Comunità locali. In ambito comunitario, è stata avviata una Campagna delle città europee sostenibili mentre in Italia l'attivismo di diversi comuni ha dato luogo al Coordinamento nazionale della Agenda 21 Locale.

AGENDA 21 è il documento adottato dai 174 Paesi partecipanti alla Conferenza delle Nazioni Unite di Rio de Janeiro del 1992 quale riferimento globale per lo sviluppo sostenibile nel XXI secolo.
Il documento denominato
AGENDA 21 non implica nessun obbligo giuridico per i soggetti aderenti bensì si pone come una dichiarazione di intenti verso obiettivi comuni ai quali, non solo i singoli Stati, ma tutta la comunità internazionale è invitata ad aderire. Nelle quattro sezioni per un totale di 40 capitoli, Agenda 21 traccia un percorso ed indica le modalità per un modello futuro di crescita economica che tenga conto anche degli aspetti sociali ed ambientali e che è indicato appunto come sviluppo sostenibile.
La maggiore conquista della Conferenza e l'aspetto più innovativo è quella di lanciare l'iniziativa di un progetto di collaborazione globale fra tutti i maggiori gruppi sociale ed economici. Benché, infatti, il documento si rivolga soprattutto ai governi, è ritenuta fondamentale una vasta partecipazione pubblica:
Agenda 21 può realizzarsi solo se tutti i gruppi sociali appartenenti alle diverse comunità sentiranno la responsabilità di renderla effettiva. In Italia si parla di Agenda 21 soprattutto riferendosi ad alcune iniziative nate in ambito metropolitano che fanno riferimento al capitolo 28 relativo alla c.d. Agende 21 locali.
L'evoluzione delle politiche ambientali anche in Italia sta conducendo le amministrazioni a superare l'atteggiamento
"passivo" nei confronti degli inquinamenti o dei danni ambientali, comunque presenti, per organizzare, invece, un sistema basato sulla prevenzione, sulla partecipazione volontaria delle imprese e dei soggetti presenti sul territorio, sulle integrazioni tra i diversi settori e comparti e sulla concertazione tra le amministrazioni.
La passata esperienza, in cui l'elemento ambiente è stato considerato solo in termini di valutazione finale dagli effetti di determinate opere, ha manifestato un'inadeguatezza non tanto del metodo operativo, quanto del momento in cui la valutazione interviene, ossia solo a scelte compiute.
E' evidente, pertanto, l'accordo unanime ad anticipare l'inserimento dell'elemento ambiente nelle valutazioni delle scelte sin dal momento della pianificazione, della programmazione e della progettazione.
L'anticipazione del ruolo dell'ambiente all'origine della decisione ha un'altra rilevante valenza: quella di spostare l'ambiente da fattore limitante per lo sviluppo, a fattore portatore di nuove possibilità di sviluppo. Queste riflessioni, che costituiscono il presupposto del sostanziale cambiamento di rotta delle politiche ambientali da difensive a proattive, hanno trovato, appunto, la loro specificazione nella
Agenda 21 di Rio de Janeiro.
Pur essendo la responsabilità dell'attuazione dell'Agenda 21 demandata ai Governi nazionali, chiamati a definire un quadro di riferimento per le politiche a livello settoriale o locale , l'
Agenda 21 al capitolo 28, come già detto, riconosce il ruolo decisivo degli enti locali nella concreta realizzazione dell'obiettivo della sostenibilità, invitando ogni comunità a contribuire direttamente con una propria Agenda 21 locale che risulti, quindi, essere la traduzione e l'attuazione locale dell'Agenda 21 approvata a Rio.
Le amministrazioni locali, difatti, si collocano ad un livello prossimo a quello in cui vengono percepiti i problemi ambientali e il più vicino ai cittadini, e condividono a tutti i livelli con i governi la responsabilità del benessere dei cittadini e della conservazione della natura. Le città svolgono, pertanto, un ruolo fondamentale nel processo di cambiamento degli stili di vita e dei modelli di produzione, di consumo e di utilizzo degli spazi. L'
A21L finalizzata al continuo miglioramento delle condizioni locali di sostenibilità, si ispira a criteri di equità, prevenzione, precauzione, responsabilità condivisa e sussidiarietà. Come tale è un processo dinamico, di lungo termine, promosso dall'Amministrazione locale e condiviso dall'intera comunità interessata. La realizzazione di una A21L presuppone un'approfondita conoscenza delle condizioni ambientali e l'attivo coinvolgimento della comunità locale (cittadini, istituzioni, gruppi di interesse e movimenti d'opinione, organi dell'Amm.ne pubblica ed imprenditori) in uno sforzo comune per raggiungere un ampio consenso sulle azioni da intraprendere, determinando un piano d'azione locale per la sostenibilità continuamente aggiornato verso livelli crescenti di sostenibilità secondo un percorso trasparente, negoziale e partecipato.

 
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