LA LEGGE 3 DICEMBRE 1999, N° 493

La legge 3 dicembre 1999, n° 493 si pone l'obiettivo di tutelare la sicurezza e la salute negli ambienti di civile abitazione, attraverso due distinti strumenti: la prevenzione delle cause di nocività e degli infortuni domestici e l'istituzione di una forma assicurativa obbligatoria.

In Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 1999 n° 303 è stata pubblicata la legge 3 dicembre 1999, n°493 avente ad oggetto "Norme per la tutela della salute nelle abitazioni ed istituzione dell'assicurazione contro gli infortuni domestici" e ad essa hanno fatto seguito due decreti attuativi del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale del 15 settembre 2000 pubblicati in G.U. n°22 settembre 2000 n°222 aventi ad oggetto rispettivamente "Individuazione dei requisiti delle persone soggette all'obbligo assicurativo" e "Modalità di attuazione dell'assicurazione contro gli infortuni in ambiente domestico".

La tutela preventiva

Prima di passare a considerare quelli che sono gli aspetti peculiari di questa nuova forma assicurativa obbligatoria, sembra opportuno riportare, seppure brevemente, quello che è risultato essere il substrato sociale da cui hanno preso le mosse la citata L. 493/99. Infatti, l'emanazione di questi provvedimenti costituisce diretta conseguenza di una situazione estremamente preoccupante. Nel nostro Paese si verificano ogni anno circa tre milioni di infortuni domestici con 8.400 morti (oltre sei volte superiore al numero degli infortuni mortali sul lavoro) e 300.000 ricoveri ospedalieri. Questa situazione fa emergere con chiarezza la necessità di considerare l'ambiente domestico come un luogo potenzialmente ricco di rischi per la salute e la sicurezza di coloro che ci vivono e ci lavorano, anche se l'approccio prevalente porta a considerare la casa come un luogo intrinsecamente sicuro frutto della conoscenza che si ha dello stesso; ciò però comporta l'abbassamento della soglia d'attenzione nei confronti dei potenziali pericoli presenti esponendo, così, al rischio di infortunio.
Secondo una ricerca elaborata, alcuni anni fa dall'INAIL, su dati ISTAT, oltre il 75% degli infortuni mortali (non ancora coperti dal nuovo decreto), avvenuti nell'ambiente domestico, hanno coinvolto persone con un'età superiore ai 65 anni.
Per quanto riguarda gli infortuni domestici non mortali, occorsi alle persone coperte dalla nuova assicurazione INAIL fino a 65 anni d'età, essi rappresentano oltre il 30% del totale degli eventi; gli agenti materiali prevalenti sono le stoviglie (biccchieri, coltelli, etc.), le cadute (in piano e dalle scale), i fornelli dei piani di cottura e gli elettrodomestici.
Nelle abitazioni, generalmente, non viene effettuata un'adeguata valutazione preventiva delle corrette modalità di disposizione dei mobili, degli elettrodomestici, etc.
Tutto quanto, in uno alla valutazione dei relativi costi sociali ed economici che le conseguenze degli infortuni domestici comportano, ha spinto il Parlamento ha promulgare una nuova normativa che si faccia carico finalmente di promuovere a livello territoriale la sicurezza e la salute negli ambienti di civile abitazione. A questo fine il Governo è stato delegato ad adottare, entro i dodici mesi dalla entrata in vigore della
L. 493/99 (termine già decorso) un decreto legislativo recante un Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di sicurezza e di prevenzione degli infortuni negli ambienti di civile abitazioni, apportando, d'altronde, le modificazioni che si renderanno necessarie per il coordinamento delle disposizioni stesse.
Ancora si prevede nella
L. 493/99 che il Ministero della Sanità definisca con uno o più decreti le linee guida per l'informazione e l'educazione alla sicurezza e per la predisposizione di campagne informative a livello nazionale finalizzate alla prevenzione degli infortuni negli ambienti di civile abitazione.
Sulla base anche delle citate, venture, linee guida è affidato al SSN il compito di promuovere a livello territoriale la sicurezza e la salute negli ambienti di civile abitazione e di sviluppare un adeguata azione di informazione e di educazione per la prevenzione delle cause di nocività e degli infortuni negli ambienti di civile abitazione.
Compiti affidati, poi, ai dipartimenti per la prevenzione di ogni ASL sono l'esercizio delle seguenti funzioni:
a)    assistenza per la prevenzione delle cause di nocività e degli infortuni negli ambienti di civile abitazione;
b)    individuazione e valutazione dei rischi presenti o che si possono determinare nei predetti ambienti;
c)    promozione ed organizzazione di iniziative di educazione sanitaria nei confronti della popolazione;
d)    coordinamento territoriale dei programmi di intervento dei servizi, dei presidi, e delle unità operative tesi ad assicurare le necessarie integrazioni ai fini della sicurezza.

 
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